Carabina Winchester .30 M1

09.01.2013 10:53

 

M1 Carbine

 

Scheda di Absolut - arma fotografata della sua collezione privata.

 

Questa è la mia carabina M1, prodotta negli stabilimenti Winchester nel 1943. Per chi non si è mai divertito a sparare con questo "giocattolo", quella feritoia verticale nel calcio contiene un oliatore cilindrico metallico che serve anche come supporto per la cinghia. Molti se la ricordano in dotazione ai carabinieri italiani, che molto spesso usavano il caricatore "maggiorato e a banana" della M2 (il caricatore che si vede nella foto in fondo alla pagina) al posto di quello "dritto" della M1 (che è quello montato nella foto sopra).

Lo sviluppo della carabina M1 ha radici lontane. Nasce dall'utilizzo (mai ufficialmente autorizzato) del fucile Winchester modello 1907 da parte dei fanti americani durante la I G.M.; i soldati che lo utilizzavano apprezzavano molto la leggerezza dell'arma, e dopo la fine della I G.M. l'idea del "fucile leggero" era ormai molto radicata nelle forze militari statunitensi. Ma l'U.S. Army negli anni 20 e negli anni 30 ebbe una notevole carenza di fondi da dedicare allo sviluppo di nuove armi, e l'idea venne accantonata. Nel 1937, con la grande crisi economica ormai alle spalle, e con una guerra che si profilava all'orizzonte, l'esercitò americano commissionò alla Winchester Repeating Arms lo sviluppo di una munizione per fucile semiautomatico, che fosse più potente di una munizione per pistola ma meno potente del 30.06 utilizzato dal Garand, con un raggio di utilizzo effettivo di 300 metri ed utilizzabile in un'arma abbastanza leggera da poter essere data in dotazioni a militari di seconda linea in sostituzione del più performante ma molto più pesante Garand.

I requisiti dell'arma che avrebbe utilizzato la nuova munizione dovevano essere:

calibro superiore a 0,25 pollici di diametro

peso inferiore a 5 libbre (poco meno di 2,5 Kg.)

fucile semiautomatico con possibilità di essere utilizzato come full auto

caricatore di capacità compresa tra i 5 ed i 7colpi.

 

Winchester sviluppò una munizione in calibro 0,30", con una palla da circa 110 grani ed una velocità alla bocca di circa 2.000 piedi al secondo. La munizione fu approvata il 30 Settembre 1940 come "Caliber .30SL, M1".

In quel periodo gli osservatori militari americani stavano esaminando le tecniche di combattimento che venivano messe in atto dai tedeschi nel nascente conflitto europeo. Spesso le truppe di seconda linea impiegate nel conflitto si trovavano in prima linea, e spesso non avevano un equipaggiamento militare adeguato per potere fare fronte al nemico.

 

Il 1° Maggio 1941 l'U.S. Army ricevette nove prototipi di armi leggere progettate per utilizzare la nuova munizione .30SL M1, compreso uno progettato da John Cantius Garand. Nessuna delle armi presentate superò i severi test, ed una nuova serie di test venne predisposta per il Settembre 1941. In questa seconda fase fu scartata la possibilità di utilizzo dell'arma in full-auto, perché nessuna delle armi presentate era in grado di soddisfare efficacemente questo requisito. Durante la prima fase di test la Winchester non aveva presentato nessun prototipo, perché i suoi ingegneri erano troppo occupati a fare funzionare a pieno ritmo la fabbrica che continuava a produrre fucili M1 Garand. Per la seconda fase dei test la Winchester decise di partecipare, presentando un progetto che era stato fatto unendo le idee di alcuni ingegneri che lavoravano alla Winchester, principalmente Eugene Pugsley e David Williams. Il 15 Settembre del 1941 i test ripresero, ed il progetto della Winchester risultò essere il migliore. Così il 30 Settembre 1941 venne ufficialmente adottata la carabina M1, o, per usare la denominazione ufficiale, "United States Carbine, Caliber .30, M1"

Il primo contratto per 900.000 carabine fu assegnato alla Winchester ed alla Inland Manufacturing, che era una divisione della General Motors.

 

In effetti... dalla presentazione delle specifiche all'inizio della produzione era passato meno di un anno, un vero record per lo sviluppo di un'arma da produrre in larga scala... ed appena in tempo, perché sei settimane dopo anche gli Stati Uniti si trovarono in guerra.

 

Ovviamente in queste condizioni la Winchester non sarebbe mai riuscita a produrre da sola tutte le armi che l'estensione del conflitto richiedeva, e nel Novembre 1941 vendette i propri diritti di produzione agli Stati Uniti per la somma di 1 dollaro per ogni carabina prodotta. Il Governo americano aumentò le quantità di M1 da produrre a 2 milioni di pezzi, e diede la commessa a cinque aziende: Rock-Ola Manufacturing Corporation, Quality Hardware Machine Corporation, Irwin-Pedersen Arms Company, Underwood-Elliott-Fisher e National Postal Meter.

A metà anno la quantità di carabine ordinate arrivò a 4,5 milioni, con un ulteriore contratto stipulato con la  Standard Products Company, con IBM e con la Saginaw Steering Gear, di proprietà della General Motors.

La Irwin-Pedersen Arms Company produsse in totale 3500 carabine, ma nessuna di queste superò i test dei militari, e la produzione delle rimanenti carabine già assegnate fu trasferita alla Saginaw Steering Gear.

In questa tabella ci sono i dati relativi ai numeri di serie assegnate ad ogni produttore, e le quantità prodotte durante la II G.M.; quando riuscirò a ritrovare, nell'assurdo bordello che é il mio studio, i dati relativi agli anni di produzione provvederò a postare la relativa tabella.

 

Nel frattempo la Inland modificò parzialmente il progetto della Carabina M1 eliminando il calcio in legno e sostituendolo con un leggero calciolo metallico pieghevole. Se da un lato questo comportava un aumento di peso di circa 110 grammi, rendeva la carabina modificata (denominata M1A1 ed adottata il 21 Maggio 1942) adatta per le truppe aerotrasportate. Per tutta la durata della II G.M. la Inland fu l'unico produttore della M1A1 carbine.

L'utilizzo sui campi di battaglia della M1 Carbine aveva messo in luce un grave difetto, l'assenza della regolazione laterale e verticale del congegno di mira. Fu così sviluppata la carabina M1A2, che incorporava un congegno di mira regolabile. In effetti la M1A2 non fu mai prodotta; la produzione andò avanti come prima, semplicemente aggiungendo il congegno di mira sia alle nuove produzioni che, gradualmente, alle carabine già in uso.

Alla fine del 1943 erano state prodotte, dalle 10 aziende che avevano ricevuto i contratti, circa 3 milioni di carabine, e la produzione si era attestata a circa 500.000 carabine al mese.

Verso l'inizio del 1944 la richiesta di carabine M1 fu ridotta, e sette aziende cessarono la produzione tra l'Aprile ed il Maggio 1944, seguite dalla Rock Ola che la cessò alla fine di Maggio. Dal Giugno 44 fino alla fine della guerra, solo la Inland e la Winchester proseguirono la produzione, anche se riguardò principalmente la nuova M2 Carbine che era stata adottata il 23 Ottobre 1943 e che altro non era se non una carabina M1 alla quale era stato montato il selettore di raffica maggiorando il caricatore.

L'ultimo ruggito della M1 si ebbe il 16 Agosto 1945 quando, appena prima della conclusione della guerra, fu adottata la carabina M3 che incorporava un'ottica adatta per la visione infrarossa ed un illuminatore infrarosso di generose dimensioni e che doveva servire per le operazioni notturne.

 

Insomma, tra l'Ottobre del 1941 e l'Agosto del 1945 erano state prodotte 6.250.000 carabine M1 (e successive varianti), rendendo questo "fuciletto" l'arma prodotta in maggior numero durante la II G.M., e l'arma prodotta in maggior numero nella storia militare degli USA.

 

Il motivo del successo è evidente... e' piccola, maneggevole e dotata di un bel volume di fuoco. Per contro le si è sempre rimproverato di avere una munizione con un potere d'arresto piuttosto limitato, ma questo non le ha impedito di restare in "servizio attivo" dal 1941 al 1973, quando fu sostituita dall'M16.

Nel frattempo ha partecipato ad una guerra mondiale, alla guerra di Corea ed a quella del Vietnam. E' stata impiegata in Congo, durante la Crisi di Berlino e durante la Crisi dei missili cubana, ed è stata distribuita a tantissimi paesi occidentali che l'hanno utilizzata in tutti i modi possibili. In Italia i "non più giovanissimi" la ricorderanno senz'altro come arma utilizzata per decenni dai Carabinieri.

 

Riguardo al limitato potere di arresto, mi pare opportuno postare una tabella (con misure americane) relativa alla munizione .30 Carbine:

 

Distanza (yds)

0

100

200

300

Velocità (f.p.s)

1974

1580

1265

1062

Energia (ft./lbs.)

961

615

394

278

Calo traiettoria (in.)

0

1.4

7.0

20.5

 

Riguardo ai dati tecnici della carabina M1, eccone alcuni:

Peso (scarica)

2,48 Kg.

Canna

45,7 cm., 4 rigature destrorse

Caricatore

15 o 30 colpi

Munizione

US Service M1, palla 108 grani, carica 13 grani

Portata effettiva

300 metri

 

Lo so che la cosa fa un po' ridere... ma di un'arma come la carabina M1.... è piuttosto difficile trovare il manuale.

Sul web ho trovato la trasposizione in formato testo del manuale (manuale US Army TB 23-7-1) e la ripropongo in formato acrobat zippato. Mi rendo conto che... si poteva fare un lavoro migliore, ma (citando il Banco del Mutuo Soccorso)... "ed ora io domando tempo al tempo, ed egli mi risponde.... non ne ho".

N.d.F. - Fortunatamente il tempo lo ha trovato Vanni, abituale visitatore di queste pagine, che mi ha gentilmente inviato la scansione di questo bel manuale in lingua italiana. E' un po' più pesante da scaricare, ma il tempo impiegato è ben ripagato.

 

 

Per la M1 Carbine si trovano in giro parecchi accessori.

Qui sotto... c'è un'altra foto della mia carabina... questa volta con il porta-caricatore da calcio per due caricatori da (ex) 15 colpi, ed il caricatore montato è un (ex) 30 colpi (ex perché la legislazione italiana impone la riduzione del numero di colpi). Quello fotografato sotto è il classico porta-munizioni americano, con le relative "strips" ed alcune munizioni d'epoca molto ben conservate. Da ricordare che già allora gli americani non usavano sulla carabina M1 munizioni corrosive. 

In omaggio a Marco! ed a Rage Hard... ho evitato di usare come supporto la "classica" scatola di munizioni utilizzando invece una scatola da sigari in legno. Dei "Balmoral Ideales", prima che i due diretti interessati me lo chiedano.

 

Questo qui sotto è un dettaglio delle due strips. Ogni "vano" del porta munizioni infatti conteneva due strips da 10 munizioni cadauna, che erano separate l'una dall'altra dal cartoncino piegato a Z che si vede sulla sinistra... il che portava ad un totale di 120 munizioni che si potevano facilmente portare a tracolla.